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martedì 7 dicembre 2010

Comunicato stampa della FDS di Pistoia sulla situazione della MAS

La decisione del curatore fallimentare di non chiedere un ulteriore periodo di cassa integrazione in deroga e di procedere ai licenziamenti dei circa cento dipendenti tuttora in forza alla Mas è di una gravità inaudita, perché aggrava pesantemente le difficoltà occupazionali del nostro territorio senza alcun motivo accettabile.

sabato 4 dicembre 2010

Autoreferenzialità

Sono profondamente consapevole che lamentarsi della propria autoreferenzialità non fa che aumentare il proprio grado di autoreferenzialità. Ragion per cui, nonostante non abbia certo la pretesa di avere un peso percepibile nel dibattito interno alla Federazione della Sinistra, mi impegno, finito questo post, a non tornare per un bel pezzo sull'argomento.
Mi pare ad ogni modo che il nostro dibattito, all'interno della Federazione della Sinistra e di rifondazione Comunista, abbia preso una china molto pericolosa. Quella, appunto dell'autoreferenzialità. Più che del dibattito ufficiale, quello nelle istanze di partito o fella federazione, parlo del dibattito che si sviluppa attraverso i vari blog ed i social network. Certo, la linea politica non si costruisce nei blog o sui social network, ma ritengo che tali strumenti siano rappresentino comunque un buon barometro del clima dentro la FDS ed il PRC. Perché sono strunenti orizzontali, poco o nulla "filtrati", immediati, e anche perché in questo "dibattito orizzontale" intervengono anche i massimi dirigenti del nostro soggetto politico.

mercoledì 24 novembre 2010

Bunga bunga e "collegato lavoro"

Ieri, martedì 23 novembre 2010, è definitivamente entrato in vigore la legge 183/2010, già conosciuta come DDL 1167B, approvata dalla Camera dei Deputati lo scorso 19 ottobre. Si tratta del famigerato "Collegato lavoro", già rinviato alle Camere la sorsa primavera dal Presidente della Repubblica, anche a seguito della mobilitazione contro le pesanti ingiustizie che introduceva nel nostro diritto del Lavoro. Approvato, insomma, mentre i media ci raccontavano di Ruby e del "bunga bunga". E noi ci facevame bellamente distrarre da questa squallida vicenda.

Credo che si debba innanzitutto riconoscere al governo una certa “coerenza” ed una certa “perseveranza” su questa materia. L’attacco all’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori viene da lontano. Un attacco già tentato nel 2002 e già respinto all’epoca, grazie soprattutto alla mobilitazione della Cgil e della sinistra di alternativa, che a quei tempi era forte in Parlamento e nella società. C’era quindi stato il tentativo di intervenire sui diritti dei lavoratori precari, con il Decreto Legge 25.6.2008, n. 112, dichiarato poi illegittimo dalla Corte Costituzionale. Un attacco che dà quasi l’impressione di voler essere “dimostrativo”: esso arriva infatti dopo diversi interventi miranti a smantellare tutte le tutele; e dopo aver introdotto altre due tipologie di lavoro precario (il lavoro a chiamata e quello in affitto). Mettendo tutto insieme, pare che ci sia un tentativo di utilizzare la crisi per ridisegnare l'assetto sociale del paese, prefigurando un precariato di massa e l'assenza di tutele. Sostituite da arbitrato, conciliazione, ecc. dove il lavoratore è solo e indifeso. Non a caso, forse, il ministro Sacconi, qualche mese fa dal palco del congresso della UIL ha esplicitamente affermato che ci sono tutte le “carte in regola” per andare verso un nuovo statuto dei lavoratori.

martedì 23 novembre 2010

Ora al Lavoro!

Ero e resto critico sulle modalità con cui si è svolto il congresso della Federazione della Sinistra: non ultima questione quella del cambio del simbolo, cosa della quale mi pare nessuno aveva parlato. Ritengo anche la FDS debba chiarire alcune questioni e lo debba fare in fretta: siamo alternativi al centrosinistra pur proponendo un patto “democratico” o vogliamo le liste comuni con Vendola, quindi siamo NEL centrosinistra?
Oppure, cosa significa e cosa comporta il "Patto di legislatura con il PD" invocato dal neo-coordinatore Oliviero Diliberto? Sono tutte questioni che non si possono eludere, almeno non per molto tempo.
  Perché prima o poi i nodi vengono al pettine, come dovremmo ben sapere: è dal 1995, quando si dovette decidere se sostenere o no il governo Dini dopo la crisi del primo governo Berlusconi (se "baciare il rospo" o no, come titolò "il manifesto") che i nodi vengono al pettine per noi. Possiamo consolarci - magra consolazione - con il fatto che questa legge vale e varrà anche per gli altri (quindi anche per Vendola, Di Pietro eccetera).

venerdì 18 giugno 2010

Pomigliano, Italia


La storia è tristemente nota: l'Ad della Fiat, Sergio Marchionne, annuncia un nuovo modello di lavoro nello stabilimento di Pomigliano: turni più pesanti, straordinario obbligatorio (!), divieto di sciopero. Non è una proposta, è una affermazione: o così o la Panda la continuiamo a costruire in Polonia. Fim e Uilm accettano, il Governo esulta (si sono divisi, Fiat e Governo, i compiti per quanto riguarda l'attacco alla Costituzione). La Fiom si opone con fermezza, scontando anche qualche attrito interno alla Cgil. Quello che però sconvolge è certo centro-sinistra che in sostanza dice: "è vero la proposta di Marchionne è dura, quasi irricevibile. Un vero e proprio ricatto... però..." e qui parte la solita sequela: meglio lavorare in brutte condizioni piuttosto che non lavorare affatto, l'assenteismo, il rischio delocalizzazioni.... Insomma, un armamentario dialettico complementare a quello di Fiat e Governo.


Il punto è, però, un altro: se si accettano i ricatti, se si accetta il fare carta straccia della costituzione (nello specifico art. 40 e 41) si sa dove si comincia e non dove si finisce. Alla competizione al ribasso non c'è mai limite... e di strada ce n'è da fare se vogliamo arrivare competere non con la Polonia, ma con la Cina, dal punto di vista dei salari. Sorvolo sul fatto che per uscire dalla crisi la strada non dovrebbe essere quella della competizione sui costi di produzione, ma quella dell'investimento in ricerca e tecnologia, cosa che questo governo (ma anche quelli precedenti) evidentemente non condivide, vista la situazione dei nostri ricercatori, vista la condizione della nostra scuola, visti i continui tagli alla cultura e alla ricerca. Perché mi si deve spiegare come mai se è vero che il primo esportatore mondiale è la Cina, come mai il secondo (a ruota) è la Germania, che ha salari molto più alti dei nostri e la nostra stessa moneta. E poi: come mai chi si straccia le vesti (giustamente) quando si parla di attacchi alla costituzione che riguardano magari la libertà di stampa o la giustizia, è disponibile a tollerare attacchi altrettanto gravi alla costituzione sul lavoro? Attacchi che peraltro non arrivano neppure dalla politica, ma direttamente da un "padrone" (che da questa "Repubblica fondata sul lavoro" ha ottenuto anche lauti aiuti economici). Perché, appunto, la Costituzione dice che l'"Italia è una Repubblica fondata sul lavoro". La Costutuzione italiana non è solo un complesso ed elegante sistema di equilibri fra i poteri, né un semplice elenco di diritti e doveri. E' soprattutto la legge fondamentale di uno stato che, pur all'interno del campo occidentale, quindi capitalista, si poneva la priorità di difendere il lavoro e tutelare le classi più deboli. Per questo oggi Berlusconi non va solo combattuto per i suoi attacchi alla magistratura, alla libertà di stampa, ma anche e soprattutto per i suoi attacchi schiettamente e coerentemente DI CLASSE ai lavoratori. E come lui va combattuto chiunque faccia carta straccia della Costituzione. Ed una azienda che si permette di "disapplicare" i diritti dei lavoratori entro i propri cancelli, di fatto fa carta straccia della Costituzione. La lotta della Fiom riguardo a Pomigliano ha un valore che va oltre quella fabbrica: comporterà una "riforma costituzionale de facto" che poi sarà estesa a tutti i luoghi di lavoro, a tutti i lavoratori. E' una lotta che guarda molto molto lontano, su entrambi i fronti, anche quello confindustriale. Non a caso dopo la battaglia di CGIL e PCI sul referendum per il recupero dei punti di contingenza (credo fosse l'85...) è arrivata la fine della scala mobile, il lavoro atipico, la legge 30, l'attacco all'articolo 18... fino ad arrivare a Pomigliano, che segna un punto di svolta perché non si limita ad attaccare solo diritti conquistati con lotte durissime, ma attacca direttamente il diritto di sciopero e la possibilità stessa dei lavoratori di rivendivcare i propri diritti. Il lavoro è un valore in quanto permette di avere un posto nella società ed una dignità. Se non permette più tutto ciò diviene schiavitù. Con la differenza che almeno agli schiavi si garantiva vitto e alloggio...

mercoledì 26 maggio 2010

Il modello sociale del Sole 24 Ore

Leggo spesso "ventiquattro", magazine del Sole 24 Ore. Nell'ultimo numero della rivista si fa un bel servizio sui giovani: come portabandiera delle nuove generazioni, in questo servizio, si propone Amelia Andersdotter, 22 anni, europarlamentare svedese del Partito dei pirati, movimento politico che ha come sua principale rivendicazione il superamento del copyright e la possibilità di scaricare contenuti liberi da vincoli imposti dal diritto d'autore. Battaglia anche giusta e condivisibile, si dirà. Certo, magari un po' secondaria rispetto ad altre: che so, la battaglia per la difesa del posto di lavoro, per una scuola pubblica di qualità, per una sanità pubblica decente. Ma tant'è... evidentemente in Svezia non hanno di questi problemi, buon per loro. E ad ogni modo il "partito dei pirati" è un fenomeno sociale interessante e singolare, che va certamente indagato.



Successivamente, dopo la classica "sfilarata" di ragazzotti e ragazzotte parecchio intelligenti che hanno creato qualcosa di nuovo (più o meno utile), arriva il "gran finale". Un certo Mr. Black che con un pezzo di raro giornalismo d'inchiesta, si finge imprenditore brianzolo che cerca falegnami (età 25-30 anni, con esperienza si intende: il nostro chiarisce subito che non vuole 17enni brufolosi. A questo punto ci sorge una domanda: e se nessuno li prende a lavorare, questi diciassettenni, che caspita di esperienza si possono fare, di qui e che avranno 25 anni? Ma qui si andrebbe nel difficile, non vorrei mettere in difficoltà il "nostro" reporter d'assalto). Per giungere finalmente al punto: in Brianza ci sono troppi laureati in filosofia, che non troveranno mai lavoro e al contrario mancano falegnami. Eccoci al punto, eccoci al modello sociale che ha in mente il Sole 24 Ore: i giovani è meglio che non studino ...e il loro istinto di ribellione è bene che si incanali verso il download abusivo di mp3. Ovviamente esulando la domanda che ci si faceva prima (come fa un diciassettenne che decide di fare il falegname a farsi esperienza, per essere assunto dal famoso mobilificio "Arredamenti da Mr Black"?). Ovviamente non ci dice perché mai il liberalismo che deve valere in economia non sia riconosciuto nella cultura: si liberalizzano le licenze dei taxi, delle farmacie, dei pubblici esercizi, perché, si dice, chi ha più filo tesserà. Bene, lasciami prendere la mia laurea in filosofia in pace, se mi pare, lasciami la libertà di cercarmi il lavoro che vorrei fare, a fare qualcos'altro sono in tempo. Chiarisco subito, su questo punto: chi scrive si è laureato a 26 anni in Scienze Politiche, milite già assolto, non ha trovato un lavoro adeguato e nel frattempo ha fatto di tutto: dal giardiniere, al messo notificatore, al fruttivendolo, all'autista, per vincere quattro anni dopo un concorso nella Polizia Municipale. Non ho messo a frutto la mia laurea, ma sono felice di aver seguito le mie inclinazioni e di aver realizzato questo piccolo (grande, in realtà) sogno.

Ma torniamo al punto: come devono essere i giovani per il Sole 24 Ore? brutalmente: ignoranti e rintanati davanti al computer.

Non tutti, è chiaro: ciò non vale evidentemente per i LORO figli, che invece, pur laureandosi in filosofia, potranno sempre trovare lavoro magari nell'aziendina di papà (e non come falegnami: ci tengono alle loro falangi!)... perché il problema si sa: anche l'operaio vuole il figlio dottore.