Facciamo un attimo mente locale sul motivo che ha spinto Berlusconi alle dimissioni, ossia la crescita dello spread fra i Bund tedeschi e i BTP italiani, che era arrivato a 575 punti. All'inizio di novembre una voce rivelatasi falsa sulle imminenti dimissioni di Berlusconi aveva fatto diminuire pesantemente lo spread da 491 a 470, dimostrando quindi la correlazione fra l'allora Presidente del Consiglio e gli interessi del debito pubblico.
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venerdì 30 dicembre 2011
lunedì 24 ottobre 2011
Quando il saggio indica la luna...
Un nuovo scandalo, una vergogna per il Bel Paese. Uno schiaffo alla nostra dignità. Il presidente francese Nicolas Sarkozy e la cancelliera tedesca Angela Merkel, a una domanda che riguarda Berlusconi e l'Italia si mettono a ridere. E via che parte tutto il panegirico di reazioni degli oppositori di Berlusconi (ho detto, non a caso, "di Berlusconi", non delle sue politiche) che si stracciano le vesti per questa nuova onta subita dall'Italia in campo internazionale. Un grande paese dileggiato e deriso a causa di un premier che si fa leggi ad personam, che organizza festini...
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martedì 31 maggio 2011
Riflessioni dopo il Pisapia Day
Bene, smaltita la gioia per la vittoria di Pisapia, De Magistris e gli altri, smaltita la gioia (soprattutto) per la scoppola presa da Silvio Berlusconi e i suoi, cerchiamo di mettere in fila alcune riflessioni.
Vince il centro sinistra o perde Berlusconi?
Appena quattro giorni fa, alla vigilia dei ballottaggi che rappresentavano il "o la va o la spacca" per Berlusconi, Emma Marcegaglia afferma che Confindustria è delusa da Berlusconi, il quale "non ha in cima alla sua agenda la crescita, unica arma per difendere benessere e rilevanza politica internazionale, ma pensa ad altro". Parole pesantissime, a cui si aggiunge il concetto di "decennio perduto", in termini di "riforme", di competitività eccetera. Decennio nel quale Berlusconi ha governato per 8 anni su 10.
venerdì 25 marzo 2011
La guerra è una cosa seria
So già che i pochi che leggeranno questo post mi troveranno ancora più antipatico del solito. Ma ho bisogno di togliermi un sassolino dalla scarpa. Detesto il modo in cui si parla della guerra alla Libia. Pare che si stia parlando di una partita di calcio. Dovrebbero essere chiare due cose. Primo: essere contro la guerra non vuol dire essere a favore di Gheddafi. Allo stesso modo se si ritiene che Gheddafi sia un pazzo sanguinario non necessariamente si deve ritenere che gli americani fanno bene a bombardare la Libia. Se si gioca il derby della Madonnina è chiaro che se spero che perda il Milan vuol dire che spero che vinca l'Inter.
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domenica 7 novembre 2010
Sangue rosso contri il massacro sociale
sabato 6 novembre, alle ore 8.30 gli amministratori pubblici aderenti alla Federazione della Sinistra di Pistoia e provincia, si sono ritrovati sotto le logge dell'Ospedale del ceppo per un volantinaggio contro i tagli alla spesa sociale imposti dalla manovra del governo Berlusconi. Una deelgazione di questi (Roberto Fabio Cappellini, vicepresidente della provincia; Desdemona Raspa, vicesindaco di Pieve a Nievole; Luisa Soldati, vicesindaco di San Marcello Pistoiese; Vincenzo Mauro, assessore al comune di Quarrata) si è recata presso la sede dell'Avis per effettuare una donazione collettiva di sangue; un piccolo gesto di solidarietà concreta che ha lo scopo di ricordare come il governo Berlusconi stia dissanguando i lavoratori ed il paese tutto
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venerdì 11 giugno 2010
"Gli operai con gli studenti"
"Capitalisti, state attenti... gli operai con gli studenti!" recitava un vecchio slogan del '68. Nella sua semplicità questo slogan indica la forza dirompente che può avere la creazione di un legame solidaristico fra due gruppi sociali, due generazioni. Due gruppi sociali e due generazioni oggi sotto pesante attacco da parte delle politiche antipopolari del governo Berlusconi. Due gruppi sociali e due generazioni, quindi da cui ripartire. Dovremmo cercare, come Federazione della Sinistra, di riconnettere le lotte degli studenti in difesa della scuola pubblica e di una prospettiva di vita che non sia solo precariato con le lotte dei lavoratori. Tutti: sia quelli che lottano per la difesa del loro posto di lavoro, sia quelli che l'hanno perso a causa della crisi, ma anche di quei dipendenti pubblici che si sentono sbeffeggiati da un Presidente del Consiglio che ne blocca i contratti come misura per fare cassa mentre acquista uno yacht di 37 metri al figlio per la modica cifra di 18 milioni di euro. Unire lavoratori e studenti per creare massa critica da spendere nelle lotte che ci dovranno vedere impegnati nei prossimi mesi (nell'autunno, ma anche prima) contro il governo Berlusconi, ma non solo: nei mesi scorsi siamo riusciti (almeno nel nostro territorio), a ricostruire una interlocuzione col mondo del lavoro, a partire dalle realtà industriali colpite dalla crisi. Dopo anni siamo tornati ad essere interlocutori degni di ascolto da parte di molti lavoratori. Perché abbiamo ascoltato, abbiamo dimostrato il nostro impegno ed interessamento non solo a parole, abbiamo dato tangibili segnali di solidarietà. E soprattutto il nostro interessamento non è stato limitato al periodo elettorale. Per questo siamo riusciti a ri-comnnetterci con la nostra classe di riferimento (triste che ce ne sia stato bisogno, ma tant'è...) nonostante non potessimo offrire nessun personaggio influente a Roma che potesse occuparsi della questione.
La stessa cosa è avvenuta per quanto riguarda il mondo studentesco grazie ai "nuovi " Giovani Comunisti, che qualche mese fa riuscirono a coinvolgere un'affollatissima assemblea della CGIL nell'intonare "Bandiera Rossa".
Abbiamo lavorato, credo, abbastanza bene. Ora si tratta di fare un salto di qualità: abbiamo ricoinquistato capacità di farci ascoltare da studenti e lavoratori. Ora occorre dare loro una prospettiva politica. Far capire che la sinistra comunista esiste ancora e ancora è al loro fianco. Mettendo in chiaro che la solidarietà fa piacere ma non riempie la pancia, mentre le proposte politiche possono risolvere qualche problema concretamente. E noi da questo punto di vista abbiamo fatto (ad esempio la proposta di legge regionale sul lavoro). Altri invece avranno da spiegare qualche contraddizione: ad esempio cosa pensano, appunto, della nostra proposta di legge, oppure come mai si sono astenuti sul nostro ordine del giorno in Regione Toscana contro la soppressione dell'ISPESL (nel caso concreto mi riferisco all'Italia dei Valori), mentre a livello nazionale i loro parlamentari hanno avuto un atteggiamento diverso.
Ragioniamo di questo: del lavoro, dell'attacco del padronato e del governo ai diritti del lavoro (l'attacco all'articolo 18, ma anche l'attacco ai diritti sindacali di Marchionne e della Fiat, sotto ricatto di delocalizzare), della proposta di legge di iniziativa popolare promossa dalla Fiom relativa alla democrazia sindacale. Parliamo di una scuola pubblica di qualità, parliamo di ricerca come volano per uscire dalla crisi.
Parliamo di tutto questo, uscendo dalle nostre stanze e parlando ai lavoratori e agli studenti, smettendola per un attimo di discutere attorno al nostro ombelico, se si debba in assoluto uscire o stare nelle coalizioni di centrosinistra, se si debba costituire un unico partito comunista o unire tutta la sinistra. Parliamo di questo, torniamo a fare politica. Forse tornerà anche il consenso.
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