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mercoledì 9 novembre 2011

Medea e lo spread

"Cui prodest scelus, is fecit", afferma Medea nell'omonima tragedia. Colui a cui giova il crimine, lo ha commesso. Affermazione forse un po' tranchant, ma non destituita completamente di fondamento. E allora, mentre l'Italia è, come ha affermato Emma Marcegaglia, nel baratro, proviamo un po' a pensare a chi giova tutto ciò e chi invece pagherà i 560 punti (attuali, ma tutto lascia presagire che la soglia 600 sia tutt'altro che inviolabile) di differenziale fra il rendimento dei Bund tedeschi e i Btp.

martedì 31 maggio 2011

Riflessioni dopo il Pisapia Day

Bene, smaltita la gioia per la vittoria di Pisapia, De Magistris e gli altri, smaltita la gioia (soprattutto) per la scoppola presa da Silvio Berlusconi e i suoi, cerchiamo di mettere in fila alcune riflessioni.

Vince il centro sinistra o perde Berlusconi?
Appena quattro giorni fa, alla vigilia dei ballottaggi che rappresentavano il "o la va o la spacca" per Berlusconi, Emma Marcegaglia afferma che Confindustria è delusa da Berlusconi, il quale "non ha in cima alla sua agenda la crescita, unica arma per difendere benessere e rilevanza politica internazionale, ma pensa ad altro". Parole pesantissime, a cui si aggiunge il concetto di "decennio perduto", in termini di "riforme", di competitività eccetera. Decennio nel quale Berlusconi ha governato per 8 anni su 10.

lunedì 13 dicembre 2010

La normalità dello schifo

Qualche giorno fa ho incontrato, in veste di assessore al lavoro, le dipendenti di una azienda ormai chiusa. Una situazione complicatissima e ingarbugliatissima, che stiamo cercando di dipanare. Dopo l'incontro una dipendente, che conosco meglio delle altre, mi ha inviato una mail dove, dispiaciuta, mi ha confessato che alcune di loro erano arrabbiate anche un po' con me (nonostante l'incontro, a parte la naturale drammaticità del caso, fosse in realtà filato via abbastanza liscio e senza polemiche). In modo quasi pregiudiziale, quasi "a prescindere". Erano arrabbiate con me, mi pare di aver capito e spero di non essere eccessivamente auto-assolutorio, non per quello che ho fatto o non fatto, ma perché in quel momento rappresentavo la "politica", le "istituzioni". Scopro l'acqua calda se dico che da tanto tempo si è rotto il legame di fiducia fra cittadini da una parte e politica e istituzioni dall'altra. Certo, nel nostro paese c'è un germe carsico (ma non troppo) di qualunquismo, che periodicamente riaffiora; siamo il paese che ha visto nascere il movimento, chiamato appunto, l'Uomo Qualunque, siamo il paese dei mille comitati contro le antenne dei cellulari ma tutti ci arrabbiamo quando non riusciamo a navigare a 20 mega al secondo con il telefonino o quando ci sono solo "due tacche" di linea. Siamo il paese dell'egoismo della Lega che non perdona una Roma ladrona nella quale la medesima Lega si è accomodata più che bene acquisendone immantinente usi e costumi. Siamo il paese di Beppe Grillo che manda aff... tutto e tutti come se il solo mandare aff... desse una risposta ai problemi veri delle persone che vivono in questo Paese.

venerdì 28 maggio 2010

La signora Giuliana, Tremonti e la signora Emma

La signora Giuliana (nome di fantasia) abita a pochi metri da casa mia. Ha settant'anni circa, vive sola con il marito di quasi ottanta, i figli sono fuori casa da tempo. La conosco da sempre e sono quasi certo che abbia sempre votato comunista. Qualche giorno fa, salutandola, l'ho vista parecchio amareggiata. "Tutto bene?" ho chiesto. Mi ha risposto che no, non andava affatto tutto bene. Perché la "stangata" di Tremonti e Berlusconi da 25 miliardi rischia di fargli perdere i circa 100 euro mensili di pensione di invalidità che la signora Giuliana ha ottenuto circa 20 anni fa dopo un brutto incidente sul lavoro che l'ha lasciata un po' claudicante. "Io e mio marito", mi ha detto "insieme non arriveremo a 1000 euro il mese. Lo sa Dio se quei 100 euro in più ci facevano comodo". Invece no. La signora Giuliana (invalida, anche se non grave, del lavoro) rischia di dover pagare cara la crisi che, non avendo, credo, mai speculato in borsa, non avendo acquistato titoli spazzatura, non avendo mai avuto contatti con agenzie di rating, non ha davvero contribuito a generare. E come lei la pagheranno i dipendenti pubblici, con i loro rinnovi contrattuali bloccati (Berlusconi dice: non è un dramma se saltano un giro. Non lo sarebbe se anche i prezzi non aumentassero...); la pagheranno tutti coloro che dovranno far fronte all'inevitabile taglio dei servizi che verrà oparato dagli enti locali (che si vedono tagliati 13 miliardi di euro); da chi dovrà spendere 7 euro e mezzo a ricetta (quindi, con i suoi acciacchi, ancora la signora Giuliana) eccetera eccetera. Non la pagheranno gli evasori fiscali, che potranno indisturbati continuare a sottrarre al fisco 156 (CENTOCINQUANTASEI!) miliardi di euro all'anno (più di sei volte la manovra di Tremonti e Berlusconi), con una media di quasi tremila euro a testa sottratti al fisco (compresi i neonati e tutte le signore Giuliana d'Italia). Intanto un'altra signora, la signora Emma, molto più fortunata della mia vicina, perché può confidarsi - anziché con il dirimpettaio - direttamente attraverso le prime pagine dei maggiori quotidiani , è anche lei, poverina, non del tutto contenta della manovra di Tremonti e Berlusconi. Bene che non siano tassate né le garndi rendite, né i grandi patrimoni, né la speculazione finanziaria; bene che non ci sia una stretta sull'evasione o sui grandi redditi. Ma un neo c'è: troppi pochi tagli al welfare. Beh, meno male che almeno lei non ha una piccola pensione di invalidità, come la signora Giuliana. Altrimenti gira e rigira, il prezzo della crisi lo pagava anche lei...