Siccome ogni giorno la prima notizia che ascoltiamo a qualsiasi TG o GR, la prima notizia che troviamo su internet o sulla prima pagina di quasi tutti i quotidiani è l'altalena dello spread fra i Btp italiani e i Bund tedeschi, che ieri era a 493, oggi a 508, domani sarà a 470 e poi di nuovo a 512 e così via, mi sono preso la briga di soddisfare una piccola curiosità. Ma qual'è lo "spread globale" fra Italia e Germania? C'è una differenza sensibile ad esempio fra i due paesi in contesti diversi dai titoli di stato: mi riferisco a indicatori come sicurezza sul lavoro, reddito medio, incidentalità stradale eccetera?
Visualizzazione post con etichetta Germania. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Germania. Mostra tutti i post
martedì 29 novembre 2011
Italia-Germania: salario medio e altri 18 spread
Etichette:
assegni familiari,
disoccupazione,
Germania,
Italia,
IVA,
morti sul lavoro,
salario,
spread,
vittime della strada
lunedì 10 gennaio 2011
"Ti piace vincere facile?"
Dunque:
Marchionne è uno che prende 5 milioni di euro l'anno e vuole ridurre il costo del lavoro (altrimenti porta tutto in Serbia o in Brasile... evidentemente a lui del caso Battisti non interessa granché... pecunia non olet), vuole aumentare la produttività di una fabbrica che già ora ha moltissimo invenduto, perché la qualità è scarsa e il rapporto prezzo/qualità pessimo.
Marchionne è uno che prende 5 milioni di euro l'anno e vuole ridurre il costo del lavoro (altrimenti porta tutto in Serbia o in Brasile... evidentemente a lui del caso Battisti non interessa granché... pecunia non olet), vuole aumentare la produttività di una fabbrica che già ora ha moltissimo invenduto, perché la qualità è scarsa e il rapporto prezzo/qualità pessimo.
Etichette:
Fiat,
Fiom,
Germania,
Mirafiori,
Sergio Marchionne
lunedì 29 novembre 2010
Canton Varese, bundesland Padania e Quarto Reich...
Qualche mese fa un oscuro parlamentare svizzero di centro-destra chiamato Dominique Baettig, salì all'onore delle cronache in almeno quattro stati europei (Francia, Italia, Austria e Germania) per una proposta assai singolare: la Svizzera dovrebbe annettersi alcune zone confinanti: le nostre province di Bolzano, Como, Varese e Aosta, il Voralberg austriaco, il Giura, la Savoia e l'Alsazia francese, il Baden-Wuetternberg tedesco. Fa un po' ridere l'idea della pacifica e ricca svizzera che lascia per un attimo da parte la cura dei propri interessi e la propria secolare neutralità per muovere una guerra vincente a tutti i propri confinanti. Eppure i sondaggi effettuati nelle zone interessate hanno dato risultati sorprendenti: ovunque la maggioranza dei cittadini avrebbe accolto con favore una eventuale annessione alla Svizzera. Tanto che, alla fine Baettig, più che lanciare una provocazione sembra avere svelato un disagio profondo che caratterizza le regioni di frontiera vicine alla Svizzera. Disagio dovuto al centralismo dei governi nazionali, alle "ingerenze" della UE nell'economia dei singoli stati (le quote latte sono un buon esempio), alle "zavorre" che i territori annettendi ritengono di dover sopportare (il Mezzogiorno e la ex Germania Est in particolare). Disagi nei confronti dei quali il modello confederale svizzero sembra una risposta auspicabile. Auspicabile e improbabile, visto l'esito che avrebbe una guerra fra la svizzera e i suoi vicini e considerato il fatto che forse non converrebbe neppure alla Svizzera di mettersi in casa un grande "Mezzogiorno" (perché le benestanti Como e Varese, ma anche il Baden-Wuetternberg, a confronto con i ricchi cantoni elvetici diventerebbero "aree depresse", da "gabbie salariali!) che avrebbe il doppio dei suoi abitanti attuali... il giorno dopo comincerebbero le spinte indipendentistiche della Svizzera storica, soffocata dal fardello costituito dai nuovi "cantoni".
Etichette:
Angela Merkel,
crisi,
Dominique Baettig,
Euro,
Germania,
Grecia,
Irlanda,
Luis Amado,
Padania,
PIIGS,
Portogallo,
secessione,
Svizzera
Iscriviti a:
Post (Atom)