Facciamo un attimo mente locale sul motivo che ha spinto Berlusconi alle dimissioni, ossia la crescita dello spread fra i Bund tedeschi e i BTP italiani, che era arrivato a 575 punti. All'inizio di novembre una voce rivelatasi falsa sulle imminenti dimissioni di Berlusconi aveva fatto diminuire pesantemente lo spread da 491 a 470, dimostrando quindi la correlazione fra l'allora Presidente del Consiglio e gli interessi del debito pubblico.
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venerdì 30 dicembre 2011
mercoledì 9 novembre 2011
Medea e lo spread
"Cui prodest scelus, is fecit", afferma Medea nell'omonima tragedia. Colui a cui giova il crimine, lo ha commesso. Affermazione forse un po' tranchant, ma non destituita completamente di fondamento. E allora, mentre l'Italia è, come ha affermato Emma Marcegaglia, nel baratro, proviamo un po' a pensare a chi giova tutto ciò e chi invece pagherà i 560 punti (attuali, ma tutto lascia presagire che la soglia 600 sia tutt'altro che inviolabile) di differenziale fra il rendimento dei Bund tedeschi e i Btp.
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venerdì 16 settembre 2011
La Cina è vicinissima
Forse mi sbaglio ma ho l'impressione che con questa storia della crisi economica mondiale ci stiano raccontando un mucchio di balle per nascondere il declino irreversibile dell'egemonia statunitense sul mondo. La crisi infatti non è affatto mondiale, ma riguarda solo l'occidente. I paesi BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) in crisi non lo sono affatto, anzi. La crisi, quindi, non riguarda né tutto il mondo né il sistema capitalistico in toto (infatti almeno quattro paesi BRICS su cinque sono senza ombra di dubbio paesi ad economia capitalistica, sulla Cina si potrebbe invece discutere a lungo). La crisi riguarda alcuni paesi, anche importanti, per carità, ad economia capitalistica. Non riguarda, almeno nelle dimensioni che riguarda noi, i paesi BRICS. In fondo al post alcuni dati sulla crescita di alcuni paesi occidentali e dei paesi BRICS.
mercoledì 1 dicembre 2010
Armi, speculatori e scuole materne
Il sito Peacereporter.net ci informa che, in quello che rischia di essere il suo ultimo scorcio di vita, il governo Berlusconi IV ha speso quasi un miliardo per acquisto di armamenti. Questa è la lista della spesa del ministro (speriamo ancora per poco) Ignazio La Russa:
200 milioni di euro: sistemi di puntamento Ots e nuovi missili anticarro "Spike" con cui attrezzare gli elicotteri "Mangusta"
22,3 milioni di euro: acquisto di 271 mortai da 81 millimetri di nuova generazione
125 milioni di euro: costruzionedi una nuova unità navale della Marina militare con funzione di appoggio alle forze di incursori, ricerca e soccorso. Comprensiva di cannoni e mitragliatrici
87,5 milioni di euro: nuovo siluro 'pesante' (6 metri lunghezza per 1,2 tonnellate) per i sommergibili U-212.
63 milioni di euro: realizzazione di un grande 'hub' aereo militare nazionale ''dedicato alla gestione dei flussi, via aerea, di personale e di materiale dal territorio nazionale per i teatri operativi'' presso l'areoporto militare di Pisa.
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