Dopo una sconfitta elettorale devastante come quella subita da Rivoluzione Civile nelle ultime elezioni politiche verrebbero spontanee due interpretazioni, alternative ma analoghe. La prima: il "popolo" non ci ha capito. Dal 2008 in poi siamo stati in tutte le lotte possibili, dai referendum per l'acqua pubblica e contro il nucleare, siamo stati in Val di Susa a prenderci le botte assieme al movimento NO-TAV, questo inverno ci siamo presi la polmonite davanti alle fabbriche e nelle piazze per raccogliere le firme per l'articolo 18 e contro la controsirforma pensionistica, siamo stati fisicamente in prima linea nell'aiutare le popolazioni colpite dalle calamità naturali (Abruzzo, Liguria, Emilia...), a spalare fango e a preparare pasti per i terremotati. Tutto questo non è stato capito, perché poi il malcontento contro il governo Monti lo ha raccolto tutto Beppe Grillo, che tutte queste cose non l'ha fatte. Ha mandato tutti affanculo e ha detto che i politici sono tutti ladri. Il tutto condito dalla retorica che "uno vale uno" (ma lui e Casaleggio valgono qualche milione). Stop.
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martedì 5 marzo 2013
domenica 29 aprile 2012
Comizio di Paolo Ferrero a Pistoia (28 aprile 2012)
Di seguito l'audio del comizio tenuto da Paolo Ferrero il 28 aprile 2012 a Pistoia, in occasione della campagna elettorale per le elezioni amministrative. Il comizio, introdotto dalla segretaria provinciale del PRC e capolista della Federazione della Sinistra per il Consiglio comunale di Pistoia Rosalia Billero, ha visto l'intervento anche del candidato sindaco della coalizione di centro sinistra Samuele Bertinelli.
domenica 22 aprile 2012
Dino Greco a Pistoia il 19 aprile 2012
Di seguito l'audio dell'intervento che Dino Greco, direttore di Liberazione, ha tenuto all'iniziativa sul trasporto pubblico tenutasi a Pistoia il 19 aprile 2012, presso il Dopolavoro ferroviario, alla presenza di quasi 200 persone. All'iniziativa, coordinata dal segretario regionale di Rifondazione comunista Stefano Cristiano, hanno partecipato anche Paolo Marini (consigliere regionale FDS-Verdi), Alessio Gramolati (segretario regionale CGIL), Luca Ceccobao (assessore regionale ai trasporti) e Samuele Bertinelli (candidato del centrosinistraa sindaco di Pistoia)
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martedì 13 dicembre 2011
Il momento è ORA
Ho ricevuto, qualche giorno fa, questo messaggio via facebook:
"La manovra Monti grava pesantemente sulle lavoratrici e i lavoratori, i pensionati, i giovani mentre salvaguarda i grandi patrimoni, i grandi speculatori, i grandi evasori.
E’ vergognoso l’intervento sulle pensioni. Si porta da subito il periodo contributivo a 42 anni e un mese, prevedendo che cresca di un altro mese ogni anno futuro, e si aboliscono le quote cioè la somma tra età ed anni di lavoro. Ci si accanisce ancora una volta con le donne che hanno sopportato per tutta la vita anche la fatica del lavoro domestico e di cura.
lunedì 21 novembre 2011
Il mio intervento al congresso provinciale del PRC di Pistoia
Credo che si debba partire dal riconoscimento della discrasia fra crucialità della fase politica ed inadeguatezza dei comunisti nel nostro paese. In un momento in cui l'esplosione della speculazione finanziaria prefigura quello che abbiamo chiamato il "colpo di stato monetarista e neoliberista", quel neoliberismo e quel monetarismo dei quali l'Unione Europea, basata sulla moneta e sui vincoli di Maastricht e non solo, rappresenta la punta avanzata nel mondo; in un momento in cui l'assetto del capitalismo pone di fatto l'antagonismo fra economia e democrazia, come ci insegnano la vicenda greca e italiana, dove si sono impediti ricorsi al voto popolare (referendario o elettorale) qualificandoli come inutili perdite di tempo; in un momento in cui si ripropone in modo drammatico l'alternativa "socialismo o barbarie", il movimento comunista italiano si trova nella fase di maggiore debolezza e frammentazione almeno dalla nascita della Repubblica ad oggi.
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sabato 19 novembre 2011
8° Congresso Provinciale del PRC di Pistoia (19-20 novembre 2011)
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venerdì 11 novembre 2011
Invece si può
"In Italia, data la maggiore influenza avuta dalla cultura marxista e la quasi assenza di una cultura liberale, si è protratta più a lungo, in una parte dell’ opinione pubblica e della classe dirigente, la priorità data alla rivendicazione ideale, su basi di istanze etiche, rispetto alla rivendicazione pragmatica, fondata su ciò che può essere ottenuto, anche con durezza ma in modo sostenibile, cioè nel vincolo della competitività. Questo arcaico stile di rivendicazione, che finisce spesso per fare il danno degli interessi tutelati, è un grosso ostacolo alle riforme. Ma può venire superato. L’abbiamo visto di recente con le due importanti riforme dovute a Mariastella Gelmini e a Sergio Marchionne. Grazie alla loro determinazione, verrà un po’ ridotto l’handicap dell’Italia nel formare studenti, nel fare ricerca, nel fabbricare automobili."
Mario Monti, Corriere della Sera, 2 gennaio 2011
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venerdì 21 ottobre 2011
Paolo, sei tutti noi!
Carlo Giuliano non era un eroe. Come recita la famosa scritta sulla targa stradale di piazza Alimonda, Carlo Giuliani era, prima di tutto, un ragazzo. Un ragazzo di venti anni o poco più che partecipava ad una manifestazione. Una ragazzo di venti anni o poco più che, quando la manifestazione è stata letteralmente "aggredita" dalle foze dell'"ordine" (nella cui centrale operativa era presente, a supervisionare, tale Gianfranco Fini, attuale Presidente della Camera dei deputati a cui buona parte del centrosinistra oggi fa la corte), ha perso la pazienza e ha risposto pan per focaccia, decidendo di lanciare un estintore contro la camionetta dei carabinieri dalla quale, probabilmente, tale estintore era uscito. Era un estintore, prima di tutto, non una "spranga". Ma probabilmente Carlo non aveva partecipato alla manifestazione né con l'intenzione di tirare quell'estintore ai carabinieri, né con quella di diventare un "eroe". Probabilmente, come tanti giovani e meno giovani in quel giorno di oltre dieci anni fa, voleva solo griudare la sua rabbia contro i potenti della terra, voleva solo dare il suo piccolo contributo a quell'"altro mondo" che allora sembrava essere "possibile".
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mercoledì 13 aprile 2011
Riemergere. Ed in fretta, anche!
Dopo la disfatta dell’arcobaleno buttai giù di getto una mia riflessione che poi divenne l’editoriale di un numero di Essere Comuinisti”. Chi è interessato può leggerlo qui.Evidentemenete sopravvalutavo la nostra capacità di reazione a quella disfatta, non consideravo la possibilità di una scissione come colpo di coda di quel bertinottismo che per quasi 15 anni aveva lavorato nelle teste dei comunisti. Non siamo stati in grado di raccogliere le forze, di riorganizzarci e di prepararci alla “lunga traversata del deserto”. Non abbiamo avuto le forze necessarie per un lavoro nel sindacato, non siamo riusciti a fare dei nostri eletti locali quelle persone che avrebbero potuto darci un minimo di visibilità, probabilmente anche per i limiti soggettivi dei compagni (io per primo) che riusciamo a selezionare come amministratori pubblici.
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lunedì 7 febbraio 2011
La tragedia e la farsa
Giunge voce di una mini-scissione dentro Rifondazione comunista organizzata dai compagni dell’”Ernesto”, guidati da Fosco Giannini, che transita armi e bagagli nel PDCI, pronto ad accoglierli. Non ho parole per commentare questa ennesima farsa. Sono disgustato, amareggiato, deluso… che altro? Beh, anche un po’ arrabbiato. Il PDCI, alloggiato ed ospitato “a gratis” nella sede nazionale di Rifondazione comunista in Viale del Policlinico (probabilmente ha qualche problema a pagare l’affitto…), invece di lavorare alla costruzione della Federazione della Sinistra, si mette a cannibalizzare quello che resta del PRC. Pazzesco! Per fare cosa? I “mille” che transumano dal PRC al PDCI dichiarano pomposamente (e senza avere il senso della misura) di voler ricostruire il PCI. Loro forse sono sinceri. Diliberto (attuale portavoce della FDS, è bene ricordarlo) credo lo sia un po’ meno. Lui probabilemte aspira più modestamente a resuscitare gli antichi fasti del PDCI, che probabilmente non ha mai digerito l’abbandono della vocazione di “internità organica” al centro-sinistra.
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sabato 4 dicembre 2010
Autoreferenzialità
Sono profondamente consapevole che lamentarsi della propria autoreferenzialità non fa che aumentare il proprio grado di autoreferenzialità. Ragion per cui, nonostante non abbia certo la pretesa di avere un peso percepibile nel dibattito interno alla Federazione della Sinistra, mi impegno, finito questo post, a non tornare per un bel pezzo sull'argomento.
Mi pare ad ogni modo che il nostro dibattito, all'interno della Federazione della Sinistra e di rifondazione Comunista, abbia preso una china molto pericolosa. Quella, appunto dell'autoreferenzialità. Più che del dibattito ufficiale, quello nelle istanze di partito o fella federazione, parlo del dibattito che si sviluppa attraverso i vari blog ed i social network. Certo, la linea politica non si costruisce nei blog o sui social network, ma ritengo che tali strumenti siano rappresentino comunque un buon barometro del clima dentro la FDS ed il PRC. Perché sono strunenti orizzontali, poco o nulla "filtrati", immediati, e anche perché in questo "dibattito orizzontale" intervengono anche i massimi dirigenti del nostro soggetto politico.
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giovedì 25 novembre 2010
...perché per una poltrona in più l'IDV certamente non lucrerà su una tragedia!
Di seguito il comunicato stampa della federazione provinciale di Pistoia di Rifondazione comunista, che la stampa locale si è guardata bene dal pubblicare....
Nella sede del nostro partito, quello della Rifondazione Comunista, sulla porta ancora oggi c’è una bandiera rossa listata a lutto. Il lutto è per il compagno Moreno Bettini, comunista fino all’ultima goccia di sangue, coerente per tutta la vita con le sue idee che ha vissuto con passione e sempre dalla parte degli ultimi, coerente nella società, coerente nelle istituzioni, sia come consigliere comunale a Lamporecchio che in qualità di capogruppo del PRC in consiglio provinciale.
Moreno purtroppo non c’è più. Niente e nessuno potrà sostituirlo, di questo siamo consapevoli noi e soprattutto la sua famiglia alla quale va ancora tutto il nostro affetto. Ma le regole e le leggi vanno avanti da sole e mentre ancora le nostre bandiere sono listate a lutto, incombe la nomina di un nuovo consigliere provinciale.
Un anno e mezzo fa il primo dei non eletti è stato Andrea Betti. Con sincera, e a dire il vero repentina, convinzione Andrea circa 12 mesi orsono lasciò il gruppo del PRC in Consiglio Comunale a Pistoia dove era stato eletto nel 2007, per passare disinteressatamente all’IDV. La legge quindi prevede che ad occupare il posto del Comunista Moreno Bettini dovrebbe essere l’ex ex ex comunista Andrea Betti.
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giovedì 18 novembre 2010
Congresso della Federazione della Sinistra di Pistoia
Di seguito riporto i video degli interventi effettuati da vari compagni e compagne al congresso territoriale di Pistoia della Federazione della Sinistra, tenutosi presso la Casa del Popolo di Spazzavento sabato 13 novembre scorso. Mancano purtroppo gli interventi di Valter Bartolini (Pdci e Lavoro e Solidarietà) e di Paolo Baccani (presidente della commissione di Garanzia della federazione di Rifondazione Comunista)perché non sono riuscito a registrarli.
domenica 7 novembre 2010
Sangue rosso contri il massacro sociale
sabato 6 novembre, alle ore 8.30 gli amministratori pubblici aderenti alla Federazione della Sinistra di Pistoia e provincia, si sono ritrovati sotto le logge dell'Ospedale del ceppo per un volantinaggio contro i tagli alla spesa sociale imposti dalla manovra del governo Berlusconi. Una deelgazione di questi (Roberto Fabio Cappellini, vicepresidente della provincia; Desdemona Raspa, vicesindaco di Pieve a Nievole; Luisa Soldati, vicesindaco di San Marcello Pistoiese; Vincenzo Mauro, assessore al comune di Quarrata) si è recata presso la sede dell'Avis per effettuare una donazione collettiva di sangue; un piccolo gesto di solidarietà concreta che ha lo scopo di ricordare come il governo Berlusconi stia dissanguando i lavoratori ed il paese tutto
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martedì 6 luglio 2010
Intervento alla presentazione del libro "Memorie comuniste" di Renzo Bardelli

“Memorie comuniste”, ultima fatica editoriale di Renzo Bardelli è un libro ambivalente: da una parte una critica ferrea e spietata (che talvolta mi pare sfociare nel livore e nel risentimento, quindi difettando di “lucidità” dell’analisi) all’esperienza del cosiddetto “socialismo reale”, del PCI (specie di quello pistoiese), di tutto il movimento comunista internazionale del XX secolo. Dall’altra il riconoscimento del grande afflato ideale che ha animato la vicenda di quel partito.
Comprendo questa “ambivalenza”, perché dalle pagine di questo libro traspare la grande “passione” di Bardelli per il Partito Comunista Italiano. E come tutte le grandi passioni, quella di Bardelli per il suo vecchio partito, è un complesso di sentimenti anche contraddittori fra loro. Come i grandi amori che contengono sempre una stilla d’odio; come l’odio più intransigente, che contiene sempre un po’ di ammirazione. Questo mi pare essere stato il PCI per Renzo Bardelli. Il grande partito di popolo che lo accoglie, ne fa un dirigente ed un amministratore stimato, ma che dispensa grandi delusioni, affronti tutti politici, certo, ma che assumono una coloritura “personale”. Il grande partito che dà l’opportunità di conoscere il mondo (si vedano i viaggi in Grecia, Jugoslavia, Russia eccetera che Bardelli fa grazie al PCI), di conoscere persone dalle quali imparare, ma che fa anche piangere, e non metaforicamente.
Comprendo questa “ambivalenza”, perché dalle pagine di questo libro traspare la grande “passione” di Bardelli per il Partito Comunista Italiano. E come tutte le grandi passioni, quella di Bardelli per il suo vecchio partito, è un complesso di sentimenti anche contraddittori fra loro. Come i grandi amori che contengono sempre una stilla d’odio; come l’odio più intransigente, che contiene sempre un po’ di ammirazione. Questo mi pare essere stato il PCI per Renzo Bardelli. Il grande partito di popolo che lo accoglie, ne fa un dirigente ed un amministratore stimato, ma che dispensa grandi delusioni, affronti tutti politici, certo, ma che assumono una coloritura “personale”. Il grande partito che dà l’opportunità di conoscere il mondo (si vedano i viaggi in Grecia, Jugoslavia, Russia eccetera che Bardelli fa grazie al PCI), di conoscere persone dalle quali imparare, ma che fa anche piangere, e non metaforicamente.
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