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giovedì 25 ottobre 2012

Choosy e brioches

In principio fu il "bamboccione", secondo il termine coniato dalla buon anima di Tommaso Padoa Schioppa; poi arrivò lo "sfigato" secondo la "simpaticissima" definizione di tale Michael Martone, viceministro della Repubblica Italiana, che si riferiva a coloro che non finivano gli studi universitari in tempo. Lui, il signorino viceministro, proveniendo da famiglia agiata non poteva contemplare il fatto che magari qualcuno la mattina e il pomeriggio studia e la sera fa il cameriere per pagarsi libri e tasse universitarie. Poche settimane dopo il suo "principale", Mario Monti definisce monotono il "posto fisso". Lui, appena nominato senatore a VITA! Anche la ministra Cancellieri non fu da meno, ridicolizzando il giovani viziati che voglioni il posto fisso vicino a mamma e papà. Ma la palma d'oro spetta senz'altro alla ministra al Lavoro Elsa Fornero che dopo aver garrulamente affermato, in barba alla Costituzione sulla quale lei stessa ha giurato, che "il lavoro non è un diritto", definisce "choosy" il giovane che non è molto felice di essere assunto magari a partita IVA e a chiamata, senza orario, senza ferie, senza alcun tipo di diritto per 700 euro al mese. Un tempo avrei detto che "è la guerra che il governo borghese combatte contro la gioventù proletaria". Oggi probabilmente tale formulazione suonerebbe desueta; mi limito a chiedere se da persone che ricoprono incarichi nel governo della Repubblica italiana non sarebbe lecito aspettarsi un po' più di rispetto per quell'oltre 35% di giovani senza lavoro. A partire da un linguaggio più consono.

martedì 29 novembre 2011

Italia-Germania: salario medio e altri 18 spread

Siccome ogni giorno la prima notizia che ascoltiamo a qualsiasi TG o GR, la prima notizia che troviamo su internet o sulla prima pagina di quasi tutti i quotidiani è l'altalena dello spread fra i Btp italiani e i Bund tedeschi, che ieri era a 493, oggi a 508, domani sarà a 470 e poi di nuovo a 512 e così via, mi sono preso la briga di soddisfare una piccola curiosità. Ma qual'è lo "spread globale" fra Italia e Germania? C'è una differenza sensibile ad esempio fra i due paesi in contesti diversi dai titoli di stato: mi riferisco a indicatori come sicurezza sul lavoro, reddito medio, incidentalità stradale eccetera?

domenica 30 ottobre 2011

Risatine e letterine

Dopo la "risatina" di Angela Merkel e Nicholas Sarkozy, Berlusconi manda una letterina all'Ue (manco fosse Babbo Natale) in cui dichiara formalmente la sua accettazione e obbedienza nei confronti dei ai diktat di Francia, Germania e BCE al nostro Paese.

Nella lettera il presidente del consiglio annuncia, fra le altre cose che sarà più facile licenziare i lavoratori a tempo indeterminato per motivi economici e che si andrà in pensione a 67 anni.

domenica 20 marzo 2011

Se potessi avere 1000 euro al mese...

Cosa si fa oggi con 1000 euro al mese? Pagato un affitto medio-basso di un bilocale in periferia (500 euro), pagato il carburante (100 euro), pagate le bollette (altri 100 euro ce li vogliamo mettere?), considerato che se si possiede un auto va comunque assicurata, che se si possiede una TV va pagato il canone eccetera, se va bene rimangono meno di 200 euro al mese. Per mangiare, vestirsi e altre spese incomprimibili. E che non ti venga in mente di fare un figlio! Qualcuno, ministro di un governo di centro-sinistra, pace all'anima sua, definì i giovani "bamboccioni". Se avesse provato a mettere su casa con 1000 euro al mese, sarebbe stato più cauto nel suo giudizio. Ma è roba vecchia, acqua passata. Perché la situazione oggi è peggiore.

mercoledì 22 dicembre 2010

Quando il Parlamento vede più lontano dei cittadini

Due rapporti interessanti sono stati pubblicati da Istat e Bankitalia. Il primo è relativo alla disoccupazione, che tocca i massimi dal 2004 ad oggi, arrivando all'8,7%. Si tratta come è normale, di una media, le cifre infatti variano notevolmente quando si vanno ad indagare alcuni gruppi sociali particolari. Si scopre infatti che la disoccupazione giovanile sfiora il 25% e che quella relativa alle donne al sud arriva al 36%. E soprattutto si scopre che il 20% circa dei giovani sono assimilabili alla categoria dei NEET, acronimo inglese che indica coloro che non lavorano, non studiano e non sono inseriti in percorsi di formazione. In pratica coloro che, magari scoraggiati dal fatto che comunque lavoro non si trova, smettono anche di cercarlo, un lavoro.
Dati che non tengono conto, è chiaro ma giova ripeterlo, di tutti i "disoccupati di fatto": coloro che in questi mesi hanno usufruito della cassa integrazione straordinaria per chiusura dell'azienda. Lavoratori che risultano ancora occupati ma che sono, appunto "disoccupati di fatto", perché il loro destino occupazionale è, purtroppo, segnato. Quindi un dato "drogato", inferiore a quello reale.
Il secondo rapporto è quello di Bankitalia, che informa che il 10% delle famiglie italiane detiene il 45% della ricchezza nazionale. Dato che non mi stupisce, anzi, mi piacerebbe sapere quale percentuale di ricchezza è detenuta dall'1% più ricco del Paese. Un dato quindi che certifica le grandi disuguaglianze sociali ed economiche presenti nel Paese. Ovviamente non si parli di patrimoniale, perché altrimenti si spaventano i mercati, che come è noto sono particolarmente paurosi, tranne quando si mandano a casa centinaia di lavoratori per volta o quando si aggrediscono fortemente i loro diritti (dei lavoratori, intendo).