Visualizzazione post con etichetta Mario Monti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Mario Monti. Mostra tutti i post

martedì 6 marzo 2012

La sicurezza sul lavoro non è interesse pubblico

Nel disinteresse più o meno generale, quel genio meglio conosciuto come Monti Mario, di mestiere banchiere e presidente del consiglio dei ministri ad avanzatempo ha pensato bene di rifilare al paese l'ennesimo decreto-legge che non riveste affatto carattere di necessità ed urgenza, che dovrebbero essere caratteristica inderogabile di ogni decreto legge, ma che tira un'altra micidiale picconata ai diritti dei lavoratori. Nessuno o quasi se ne è accorto. Parlo ovviamente del famigerato "decreto-semplificazioni" (DL 5/2012) ed in particolare dell'art. 14, che inserisce, in modo quantomeno infingardo, una sostanziale modifica del regime dei controlli in materia di sicurezza sul lavoro. In pratica si dice (comma 4 lettera f) che le aziende certificate iso 9001 o simili saranno praticamente esentate dai controlli di organi statali, regionali e locali in materia di sicurezza sul lavoro.

venerdì 17 febbraio 2012

Spread e Ici alla chiesa. Monti è stato bravo. Anzi furbo e fortunato...

In questi giorni, va ammesso, il governo Monti ha messo a segno due colpacci: uno, ormai da qualche settimana, il calo netto dello spread, che da 500 punti è di botto passato a 350 (anche se adesso sta risalendo... ad oggi siamo sui 380 punti); l'altro la decisione di far pagare l'Ici alla chiesa cattolica.
Relativamente allo spread, come si sa, Monti è stato nominato Presidente del Consiglio proprio perché il suo governo aveva il compito di far abbassare la febbre dello spread Btp-Bund. Nei giorni della sua nomina si era infatti sui 570 punti (ma si era stati anche sopra i 600). Dopo la sua nomina lo spread era calato sì abbastanza rapidamente, ma si era fermato attorno a 500 e da lì non si schiodava. Per un paio di mesi è stato così. Ci si poteva chiedere: ma insomma, se lo spread non cala ancora nonostante le draconiane misure che impone a lavoratori e pensionati, se le agenzie di rating continuano a declassarci, non è che forse Monti ha fallito il suo compito? Poi di colpo la caduta di 150 punti base. Indubbiamente un colpaccio del Mario nazionale.

giovedì 2 febbraio 2012

Zitto e lavora! (se lo trovi...)

Che l'Italia stia prendendo una deriva autoritaria dove vengono messi in contraddizione fra loro diritti tutti degni di protezione, dove le ragioni dell'economia facciano premio su quelle della democrazia e dei diritti sociali non è una grande scoperta, almeno per quei pochi che ogni tanto capitano su questo blog e per molte altre persone che, più che alle vicende dello spread e dell'andamento dei mercati, sono attente all'andamento della qualità della vita dei lavoratori e degli altri "poveracci" (perché, ricordiamolo, ad oggi un lavoratore è niente di più che "un poveraccio").

mercoledì 25 gennaio 2012

La rovina del Paese

Ci risiamo, dopo aver pianto in conferenza stampa quando annunciava la "riforma" delle pensioni, dopo aver dichiarato guerra all'art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, la ministra Elsa Fornero, ne tira fuori un'altra delle sue. O, meglio, delle "loro", perché fosse solo lei in quel governo a pensarla così, potremmo stare più tranquilli. La ineffabile ministra ha dichiarato garrula che occorre abolire la cassa integrazione straordinaria e quella in deroga, facendo sopravvivere solo quella ordinaria.

domenica 22 gennaio 2012

Monti e la teoria della domanda e dell'offerta

La teoria della domanda e dell'offerta è un modello matematico tramite il quale può essere determinato il prezzo di una determinata merce in un sistema di concorrenza perfetta. E' un concetto molto semplice e elementare: all'aumentare del prezzo di un bene aumenta la propensione dei venditori a vendere quel bene, mentre parallelamente diminuisce la propensione dei compratori ad acquistarlo.

venerdì 30 dicembre 2011

Qual'è il vero compito di Monti?

Facciamo un attimo mente locale sul motivo che ha spinto Berlusconi alle dimissioni, ossia la crescita dello spread fra i Bund tedeschi e i BTP italiani, che era arrivato a 575 punti. All'inizio di novembre una voce rivelatasi falsa sulle imminenti dimissioni di Berlusconi aveva fatto diminuire pesantemente lo spread da 491 a 470, dimostrando quindi la correlazione fra l'allora Presidente del Consiglio e gli interessi del debito pubblico.

martedì 27 dicembre 2011

Berlusconi, il gatto e il cerino

Dopo le elezioni del 2006, vinte dall'Unione guidata da Prodi, mi cimentai nella scrittura di un articolo sulla imminente fine di Berlusconi. Il succo del mio ragionamento era questo: il settantenne (allora) Berlusconi è troppo vecchio per affrontare cinque anni di opposizione, e la sua fine si porterà dietro il centrodestra per come lo conosciamo. Tale articolo era destinato ad essere pubblicato sulla rivista "I Ciompi", allora diretta dal compianto Gianni Rigacci, che di lì a poco sarebbe venuto a mancare e, con lui, la testata stessa. Dopo averlo scritto, però, ritenni l'articolo un po' azzardato, per cui decisi di non farne di nulla. Effettivamente il volto del centrodestra, rispetto al 2006 è molto mutato, ma Berlusconi è tutt'altro che finito. E nonostante tutto, non credo che sia finito neppure adesso. Ha sette vite come i gatti ed è furbo come una volpe.

martedì 13 dicembre 2011

Il momento è ORA

Ho ricevuto, qualche giorno fa, questo messaggio via facebook:

"La manovra Monti grava pesantemente sulle lavoratrici e i lavoratori, i pensionati, i giovani mentre salvaguarda i grandi patrimoni, i grandi speculatori, i grandi evasori.
E’ vergognoso l’intervento sulle pensioni. Si porta da subito il periodo contributivo a 42 anni e un mese, prevedendo che cresca di un altro mese ogni anno futuro, e si aboliscono le quote cioè la somma tra età ed anni di lavoro. Ci si accanisce ancora una volta con le donne che hanno sopportato per tutta la vita anche la fatica del lavoro domestico e di cura. 

lunedì 5 dicembre 2011

Lacrime da manovra

Sarò cinico, ma secondo me le lacrime della ministra Fornero sono piovute sulla manovra lacrime (per l'apunto) e sangue del governo Monti proprio come il cacio sui maccheroni. Perché hanno umanizzato il volto un po' freddo del governo tecnico, perché danno l'immagine di una manovra sofferta ma necessaria, di una medicina amara che dobbiamo assumere. E poi, soprattutto, perché hanno creato un bel diversivo, visto che il tempo che sprecheremo a parlare delle lacrime (di coccodrillo?) della ministra non verrà utilizzato a parlare del massacro sociale, l'ennesimo, che la manovra rappresenta.

lunedì 28 novembre 2011

Maggiordomi e patrimoniali mancate

Bisogna ammetter quando ci si sbaglia. E io sul governo Monti mi sono sbagliato, lo ammetto. Mi sono sbagliato perché ero convinto che quando il nuovo governo avrebbe dimostrato chiaramente che non avrebbe subito i "lacci e lacciuoli" che quell'inutile ammennicolo denominato "Parlamento" - versione in salsa occidentale dei vecchi Soviet d'oltrecortina - gli avrebbe posto (se glieli avesse posti), lo spread sarebbe diminuito. Mi sono sbagliato perché ero convinto che, così tanto per gettare un po' di sangue nell'arena, una patrimonialina, ma piccina piccina, l'avrebbe fatta, visto che lo chiedeva anche Confindustria. Magari una roba leggera, tipo quella proposta l'estate scorsa da Montezemolo: lo 0,5% oltre i 10 milioni di euro. Vale a dire chi ha 10milioni e un euro di patrimonio avrebbe pagato mezzo centesimo di tassa.

venerdì 11 novembre 2011

Invece si può

‎"In Italia, data la maggiore influenza avuta dalla cultura marxista e la quasi assenza di una cultura liberale, si è protratta più a lungo, in una parte dell’ opinione pubblica e della classe dirigente, la priorità data alla rivendicazione ideale, su basi di istanze etiche, rispetto alla rivendicazione pragmatica, fondata su ciò che può essere ottenuto, anche con durezza ma in modo sostenibile, cioè nel vincolo della competitività. Questo arcaico stile di rivendicazione, che finisce spesso per fare il danno degli interessi tutelati, è un grosso ostacolo alle riforme. Ma può venire superato. L’abbiamo visto di recente con le due importanti riforme dovute a Mariastella Gelmini e a Sergio Marchionne. Grazie alla loro determinazione, verrà un po’ ridotto l’handicap dell’Italia nel formare studenti, nel fare ricerca, nel fabbricare automobili."
Mario Monti, Corriere della Sera, 2 gennaio 2011